Quanto Hamilton c'è nelle tesi di Draghi

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Dalla lezione che Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha appena tenuto alla Sapienza di Roma in ricordo dell'economista Federico Caffè:
Ma siamo ormai giunti a un punto in cui il processo di integrazione europea per sopravvivere ha bisogno di un coraggioso salto di immaginazione politica. È in questo senso che ho richiamato la necessità di un “growth compact” accanto al ben noto “fiscal compact”.
Esso poggia su tre pilastri e il più importante, proprio dal punto di vista strutturale, è quello politico: la crisi economica e finanziaria ha messo in discussione la convinzione miope che un’unione monetaria potesse rimanere solo tale, senza evolversi verso qualcosa di più stretto, più vincolante dove la sovranità nazi
onale sulla politica economica fa posto alla decisione comunitaria. Occorre che i governi dei paesi membri dell’euro definiscano in modo congiunto e irreversibile la loro visione di quale sarà la costruzione politica ed economica che sorregge la moneta unica e quali debbano essere le condizioni che vanno soddisfatte perché si possa insieme arrivare a tale meta. Questa è la risposta più efficace alla domanda che si leva da ogni parte: “cosa sarà dell’euro tra dieci anni?”.